
Dal 1980 al 2000 la ricerca artistica prosegue collocandosi convintamente tra le due componenti dell’Astrattismo e dell’Informale. In questo ventennio, le trasparenze e le velature, ottenute non più dalle carte veline ma dall’uso esclusivo dei colori acrilici, nella definizione di piani aggiunti e spazi variabili sovrapposti, rendono maggiormente visibile il costrutto geometrico rispetto ai colori materici che, pur sempre in coerenza di sintesi di opposti linguaggi, evidenziano un carattere lirico dove la materia pittorica e la costruzione di trasparenti geometrie vengono pervasi da una ricchezza emotiva.
Enrico Crispolti, nel testo critico pubblicato dalla casa editrice “Mazzotta” di Milano per la mostra a Palazzo Marchi di Pordenone “Una linea napoletana”, scrive del lirismo introspettivo di Lanzione. In effetti, pur sottolineando la componente materica come un dato indispensabile per una corretta interpretazione delle opere di Lanzione, Crispolti mette in evidenza, come chiave di lettura, la geometria e l’aspetto emozionale.
Il linguaggio dell’artista, infatti, pur essendo intenzionalmente proiettato al superamento dall’Informale puro e del razionalismo dell’Astrattismo geometrico, accosta i valori delle specifiche poetiche, approdando all’impulso creativo della materia come elemento fondamentale per la rivelazione della luce, alla sintesi della geometria come strumento di armonizzazione degli opposti, all’astrazione soggettiva come dialogo di liriche emozioni e all’immaginazione come dinamismo mentale per prefigurare verità misteriose esistenti oltre i confini della realtà visibile.






























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