
Dal periodo delle carte veline Lanzione procede con la sua personale e perseverante ricerca nella convinzione di poter trovare una soluzione formale e di valore ai contrapposti linguaggi dell’Astrattismo Geometrico e dell’Informale. Intende coniugare le due correnti artistiche in un unico linguaggio aniconico che sia espressione di equilibrio tra geometria e materia, tra razionale e irrazionale. E’ una fase in cui l’evoluzione e la maturazione del suo pensiero raggiungono una trasformazione tecnica di aggregazione ed equilibrio espressivo.
Infatti, Luigi Paolo Finizio nella monografia “Sulla soglia del visibile – La pittura e l’agire di Mario Lanzione 1967/1987” della “Plusart” Edizioni d’arte di Giancarlo Calcagni di Venezia Mestre del 1987 scrive: –…”Alla dislocazione sul piano di rappresentazione delle stesure di colore in chiave informale, con collaggi e sfrangiature di carte, con interventi gestuali di effrazione dei pigmenti materici, si innesta la organizzazione dell’impalcatura geometrica. Si tratta di una combinazione formale condotta da Lanzione proprio nell’intento di sondare le disponibilità informali sui limiti dello sbocco costruttivo, delle possibili ricostituzioni spaziali nel fitto tramarsi di colore e materia. Si può dire che questa combinazione tra poetica informale e poetica astratto geometrica si dispiegherà sin dai suoi avvii espressivi, come un termine di mediazione per ogni altra successiva operazione creativa… -.







© 2025 – Mario Lanzione – Privacy Policy