
Nei lavori “Materia e spazio” del 1973, Lanzione è preso dal fascino degli abissi siderali e l’origine della vita celata nei misteri dell’Universo.
Nel 1981, nel testo critico scritto per la partecipazione all’Expo-Arte di Bari con la galleria “di San Carlo” di Napoli, Ugo Piscopo, in relazione alla relatività di Albert Einstein, mette in evidenza il tema delle “Finestre” che, in realtà, sono piani geometrici che separano spazio interno e spazio esterno. Una dimensione spazio/tempo non definita; una soglia tra dentro e fuori la realtà visibile, la cui interpretazione è affidata all’immaginazione dello spettatore.
Alla metà degli anni ottanta, traendo ispirazione soprattutto dalla teoria di Stephen Hawking, realizza una serie di opere tra le quali “Memorie di spazi immaginari” del 1987, “Tridimensionalità cosmica” del 1999, “Abissi cosmici” del 2008, “Luce di Tarlo” del 2014 e “Wormhole” del 2014.
























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